MUVIT e MOO - I MUSEI DELLA FONDAZIONE LUNGAROTTI

Progetti

Vino e olio: passato, presente e futuro da una insolita angolazione museale

In accordo con l’obiettivo di divulgazione della cultura del vino e dell’olio e con la funzione di allaccio tra passato, presente e futuro perseguita dai musei, il progetto prevede l’aggiornamento del MUVIT e del MOO attraverso la realizzazione di nuovi allestimenti e apparati didattici e una serie di iniziative collaterali finalizzate alla valorizzazione e promozione degli interventi effettuati.

Si articola in due settori: vitivinicolo e olivicolo; al MUVIT il restauro e la valorizzazione di un importante corredo vinario bronzeo ha portato alla realizzazione di una nuova sezione espositiva dedicata agli Etruschi nell’ambito della più ampia tematica “Viticoltura e vino in Umbria: dagli Etruschi e benedettini”; al MOO l’attività prevede l’aggiornamento dei pannelli didattici e dei materiali illustrativi inerenti le tecniche di estrazione dell’olio.

Gli Etruschi al MUVIT

Viticoltura e vino in Umbria: dagli Etruschi e benedettini

La presenza etrusca in Umbria ha nel vino un aspetto di sicuro interesse. L’occasione del restauro di un corredo vinario in bronzo di epoca etrusca, di notevole rilievo archeologico, ha portato a concentrare l’attenzione sui reperti, enucleando gli Etruschi dal susseguirsi delle civiltà che nella sala I documentano le origini e diffusione della viticoltura e il consumo e il commercio del vino in area mediterranea.

Sullo sfondo della tomba orvietana Ugolini I, i bronzi, legati al rito funebre, hanno trovato una nuova e suggestiva ambientazione.

Il restauro, a cura del dott. Adamo Scaleggi, ha ulteriormente evidenziato i dettagli di oggetti di particolare interesse; tra questi la Situla con doppia protome leonina e di Atena, l’Olpe globulare con la maschera gorgonica, lo Specchio con i Dioscuri Affrontati.

Il progetto espositivo, delineato con la curatela scientifica del prof. Mario Torelli, recentemente scomparso, è affidato al prof. Lucio Fiorini (Dipartimento di Ingegneria civile ed ambientale, Università degli Studi di Perugia).

La ricerca al MOO

Per il settore olivicoltura, l’iniziativa prevede l’aggiornamento degli apparati didattici e dei materiali illustrativi del MOO, alla luce delle nuove conoscenze acquisite dall’apertura del Museo, in accordo con la finalità dello stesso di porsi come centro di documentazione e divulgazione.

L’attività riguarda in particolare la sezione dedicata alle tecniche di estrazione dell’olio e muove dalla necessità di coniugarne la storia e la loro evoluzione nei secoli con le nozioni e acquisizioni attuali, al fine di offrire al visitatore gli strumenti idonei per un confronto tra passato e presente, nonché una chiave di lettura di processi e tecnologie legati a un prodotto cardine della dieta mediterranea.

L’Askos

Nuova collocazione ha avuto anche l’Askos bronzeo, I secolo d.C., ugualmente oggetto di rigoroso restauro conservativo, affiancato da contemporanee piante di Ville d’otium partenopee.

Il Medioevo

La rivisitazione della seconda sala ha portato anche all’avvio di un nuovo progetto di digitalizzazione dei documenti: testimonianze di Statuti, Editti, Bandi, Gabelle provenienti da archivi privati e pubblici e in particolare da monasteri Benedettini.

I progetti sono stati realizzati con il contributo di:

Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali